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 I Tarocchi del Leone

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rachelecartomante

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MessaggioTitolo: I Tarocchi del Leone   I Tarocchi del Leone Icon_minitimeSab Nov 09, 2013 9:57 pm


I simboli zodiacali sono presenti in abbondanza nell’iconografia dei Tarocchi; nella grande varietà sono anche possibili sovrapposizioni di significati per la già menzionata plurivocità degli Arcani, e, talvolta, alcuni archetipi sono anche intesi come semplici stereotipi.
Le corrispondenze tarologiche con il segno del Leone, però sono chiare ed inequivocabili per la evidente rappresentazione simbolica di almeno due Arcani Maggiori: La Forza ed il Sole.
La sfida della Forza

Nell’undicesimo Arcano, La Forza, riconosciamo, almeno nei mazzi più tradizionali, una donna che tiene spalancate le fauci di un leone: una grande rappresentazione teatrale della vera, autentica, profonda energia posseduta dall’essere umano. L’animale, che è regale simbolo del quinto segno dello Zodiaco, è raffigurato senza metafore, con la sua fluente criniera e la fierezza che lo contraddistingue; la bocca è aperta e mostra le zanne formidabili, ma l’atteggiamento non è di sfida.
Domare il Leone interiore

Analizzando la distribuzione delle figure nella carta, si nota che, mentre la donna è ben distribuita e mostra i principali dettagli iconografici nella parte superiore, l’animale è racchiuso nella parte inferiore.
Questo fatto è significativo, in quanto il leone qui rappresenta la forza animalesca e biologica dell’essere, il suo istinto irrazionale e profondo, i suoi muscoli e parti viscerali, le ghiandole endocrine, il sistema nervoso autonomo, le sedi dell’aggressività e dell’energia innata che mantiene l’uomo in vita anche nelle più difficili condizioni. La donna invece è qui la parte nobile e superiore dell’essere umano, colei che può dominare le passioni con la sua superiore forza che deriva dalla consapevolezza del vivere e dell’esistere. Il suo cappello a forma di curva lemniscata simile ad un otto orizzontale ricorda gli studi matematici di Jacob Bernoulli sulle mistiche spirali che sempre si rinnovano, ed è il segno di un contatto superiore con l’universo. Il Tutto ha le sue regole cosmiche, materiali e sottili. Il Cosmo interagisce con ogni essere, ed ogni essere è parte del Tutto: in questa fitta rete di interconnessioni olistiche la vera Forza è posseduta e mantenuta soltanto dagli esseri consapevoli, che sono superiori agli animali selvaggi, anche se questi sembrano potenti e pericolosi.
Si noti, a questo proposito, l’espressione serena e serafica della donna nell’atto di domare il leone: non c’è apparente sforzo, non c’è paura, ma si ostenta calma e naturalezza nel manifestare la superiorità della coscienza sul corpo, dell’Anima divina sulla Materia.
Così, spesso, il nativo con il Sole in Leone non dovrà sforzarsi di dimostrare una forza ed una superiorità che naturalmente e spontaneamente già possiede e manifesta; così come l’aristocrazia nei modi e nel portamento fiero, nello spirito generoso e sovrano, nella leadership riconosciuta, nel primato da non conquistare, in quanto innato.
Guai se così non fosse! Il Leone diventerebbe aggressivo e superbo nello sforzo continuo di eccellere e di essere al centro dell’attenzione di coloro che egli qualche volta ritiene sudditi. Al reato di lesa maestà il Leone reagisce con orgoglio smisurato; e se, lo Zodiaco nel suo complesso non voglia, il primato non dovesse essere raggiunto, egli preferirà spesso eccellere in negativo, pensando di emergere comunque dalla mediocrità, giammai ritenuta aurea, e di essere magari il primo degli ultimi, capovolgendo l’undicesimo Tarocco e rovesciando i suoi significati.
Ma se, invece, il Leone della carta trova il suo giusto posto, veramente l’indovinello biblico che fu posto a Sansone avrà una sua logica ed un suo profondo significato (Giudici, XIV, 18):
“Che c’è di più dolce del miele? Che c’è di più forte del leone?“.
Tutta la sua energia si tramuterà in autentica Forza, l’irruenza in dolcezza, la velleità in generosità, l’animoso Fuoco non brucerà, ma si disporrà a riscaldare ed illuminare; il miele dorato abbonderà come il più grande dono della Natura all’uomo, quasi come se la Forza del Sole estivo si trasmutasse nell’intimo succo floreale e quindi l’alchimia delle api ne ottenesse la densa ambrosia, talvolta cristallina come brillanti frammenti della pietra filosofale.
La vera Forza dell’Uomo

Di fronte a tale Arcano, ci si interroghi dunque su quale sia la vera Forza, e sul perché vi sia rappresentata una donna piuttosto che un uomo, ricordando Oswald Wirth che, a proposito di questa lama, ammoniva a “domare la violenza con la dolcezza“.
La semplice presenza dell’animale regale è invece un chiaro riferimento zodiacale anche nello schema dei Tarocchi Aurei, che ci conforta con la sua complessa coerenza che coinvolge tutti gli Arcani Maggiori in un diagramma difficilmente equivocabile.
L’ardente e regale Sole nel Leone

L’associazione meramente zodiacale Leone-Sole deriva ovviamente dal domicilio quasi universalmente riconosciuto, e sul quale non è il caso di spendere ulteriori parole. Altrettanto evidenti sono le associazioni di natura prettamente stagionale: valga per tutte il comune modo di dire “solleone“, intendendo non solo la presenza annuale del Sole in transito nel quinto segno, ma anche, a mio giudizio, la forza solare di quel mese estivo, in cui le messi sono ormai state sostituite da terreni riscaldati ed aridi, da stoppie sterili e crepe nelle argille avide di acqua. In quel periodo, nonostante l’astro diminuisca giornalmente la sua presenza nel cielo, si cerca naturalmente refrigerio nella poca ombra presente e si temono ancora giustamente i possibili danni dei raggi solari.
In questo trionfo annuale del Sole tutti riconoscono la sua sovranità sulla terra e gli altri pianeti. La generosità solare è palese a profani e mistici, a scienziati e menti semplici: il Sole brilla per tutti nel cielo, non fa distinzioni e svolge il suo quotidiano lavoro bruciando il suo stesso corpo: “Sol lucet omnibus“.
Miliardi e miliardi di protoni si fondono ogni istante nel suo nucleo producendo impressionanti quantità di energia che si diffondono disperdendosi in ogni direzione dello spazio.
Immense quantità, appena immaginabili, di materia stellare si convertono continuamente in energia, cosicché il nostro Sole si consuma, seppur impercettibilmente, per emettere le sue radiazioni di luce e calore: in termini metafisici si potrebbe affermare che esso si sacrifica donandosi continuamente, senza niente chiedere in cambio.
Sotto la sua luce non può esistere la menzogna e regnano sovrane l’amicizia e la concordia, come mostrano i due innocenti bambini nel Tarocco di Marsiglia. La paterna benevolenza traspare nella tranquilla espressione del volto raffigurato nell’astro luminoso, mentre una pioggia di raggi inonda tutto il mondo come petali variopinti che cadono da un grande celestiale girasole
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