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 I Tarocchi della Vergine

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MessaggioTitolo: I Tarocchi della Vergine   I Tarocchi della Vergine Icon_minitimeSab 9 Nov 2013 - 21:58


Della Vergine è nota la grande ed apprezzata dote di sapersi preoccupare delle piccole cose, che spesso si evidenzia in quella sua peculiare capacità di prendersi cura degli oggetti e delle persone, dei beni propri e soprattutto altrui.
Questo talento spinge i nativi con Sole in Vergine, con poche eccezioni, a rifuggire gli eccessi così come il disordine, per vivere in quella che gli antichi chiamavano Aurea Mediocritas.
Seguendo questo motto, molti pensano che nel mezzo stia il giusto di ogni cosa, e, senza dubbio, questo è un precetto utile in molte circostanze.
L’alchimia della Temperanza

Tutto questo è raffigurato simbolicamente soprattutto in una carta dei Tarocchi.
Il XIV Arcano Maggiore rappresenta anche nel nome La Temperanza: un angelo che travasa liquidi da un’anfora ad un’altra, miscelando così due diverse sostanze di opposta natura. Così si stempera il fuoco del vino schietto nell’acqua di fonte, ottenendo dolcemente una bevanda salutare e dissetante.
Tale alchimia non sempre è possibile, poiché ciò che andiamo a mescolare deve pur avere una qualche affinità, come ben sa chi ha tentato invano di sciogliere sostanze oleose in acqua. Ma, quando la miscela diventa uniforme ed assume colore e consistenza propri, la magia spagirica è realizzata.
Alcuni diranno che è una piccola cosa, ma è delle piccole cose che è fatta la vita, ed è operando in queste, quotidianamente, che possiamo davvero cambiarla con coscienza, molto più che non impegnandoci in quelle che sono considerate le grandi scelte dell’esistenza.
Concordia parvae res crescunt.
L’Angelo della guarigione

Da qui la simbologia che lega questo Tarocco al concetto di salute, al punto che vi ho sempre riconosciuto l’Arcangelo Raffaele, il guaritore dell’Antico Testamento.
Difficilmente questo angelo impugnerà la spada, se potrà usare prima i suoi medicamenti, oppure se potrà rivelare a Tobia il segreto dei farmaci contro le possessioni del Demonio e contro la cecità:
“… Dio mi ha invitato nel medesimo tempo per guarire te.” (Tobia, XII, 14)
In altri casi intercede presso Dio a favore degli uomini che pregano; ovvero incatena il demone Asmodeo per impedirgli di nuocere ancora all’umanità.
A lui pensava senza dubbio Dante Alighieri scrivendo dell’angelo che lo esorta a non infiammare il proprio animo con gli eccessi e con i desideri smodati (Purgatorio, XXIV, 151-154):
“E senti’ dir: ‹‹Beati cui alluma
Tanto di grazia, che l’amor del gusto
Nel petto lor troppo disir non fuma,
esurïendo sempre quanto è giusto!››“.
Così si spiega chi erano gli Ebrei che si erano mostrati “molli” al bere, cioè ingordi, e per questo, esclusi dalla milizia di Gedeone quando dovette attaccare i Madianiti (Purgatorio, XXIV, 124-125).
Tarologiche metempsicosi

L’interpretazione dei liquidi che passano di coppa in coppa quasi sfidando la legge di gravità rappresenta però una visione materiale. Poiché il messaggio dei Tarocchi non è mai soltanto tale, né univoco, è opportuno andare a scoprire un’altra verità.
Ricordando che, nel mazzo dei Tarocchi, La Temperanza segue l’Arcano senza nome, la tredicesima nera lama che molti non esitano a chiamare Morte, è corretto pensare che, con la XIV figura, si voglia dare un’indicazione su ciò che avviene dopo questo necessario e temuto passaggio.
Ecco che La Temperanza assume in questo caso il ruolo di angelo della reincarnazione, che è qui rappresentata dal passaggio di un’essenza da un contenitore ad un altro. Così come l’anima esce da un corpo ormai consunto per prendere possesso di un altro che sta nascendo, vediamo delle onde, delle vibrazioni, muoversi nelle mani sapienti dell’angelo, e questi fluidi prendere forme differenti in sintonia con la nuova anfora che li conterrà.
La metempsicosi, che fu anche teorizzata da mistici e filosofi in occidente, è un concetto orientale di matrice indiana che ebbe grande credito in molte culture antiche e persino nel cristianesimo delle origini, come sembra di capire dalla attenta lettura di alcuni passi degli stessi Vangeli e dalla delibera del Concilio di Costantinopoli del 553. E’ singolare che i Tarocchi ne tramandino in questo modo sottile la tradizione, accreditandola come legge naturale; un ulteriore segno dell’antichità delle radici della loro saggezza.
Niente si crea e niente si distrugge

La Natura dispone che niente perisca e che tutto si trasformi; l’Anima così, come la duttile cera, può plasmarsi in diverse forme, pur rimanendo cera, secondo la dottrina di Pitagora riportata da Ovidio (Metamorfosi, XV, 153):
“Le anime non muoiono e, sempre, lasciata una sede,
sono accolte in un’altra dimora e lì abitano e continuano a vivere…”
Mitigare le proprie passioni con la Temperanza porta, per altro, a liberarsi dal ciclo delle continue rinascite, poiché sono proprio le passioni, gli attaccamenti, gli egoismi che incatenano l’Anima al corpo.
Le trombe del Giudizio

Un secondo Arcangelo appare anche nella carta del Giudizio, mentre il terzo, ed ultimo nel mazzo dei Tarocchi Aurei, è raffigurato nell’Arcano della Giustizia.
L’Arcangelo Gabriele è “La Forza di Dio“, il messo divino deputato a risvegliare i morti al momento del Giudizio Universale: la sua tromba annuncerà il giudizio, l’epoca in cui ogni nodo verrà al pettine, come si vede chiaramente nel XX Arcano Maggiore.
Il giudicare è spesso utile abitudine verginiana, poiché l’attenzione critica è necessaria in ogni piccola e grande opera umana. Talvolta sarà un semplice dubbio da fugare con rapida analisi, in altri casi una vera sentenza senza appello. Ma, dal momento che errare è umano, deve essere altrettanto umano “giudicare” per evitare di ripetere gli errori.
Pregi e difetti negli Arcani

I talenti verginiani illustrati dai Tarocchi, come ogni dote umana, possono però tramutarsi in difetto, laddove l’attenzione alle minuzie divenga eccessiva e tolga spazio alla visione d’insieme, così come l’abitudine a giudicare ed a giudicarsi può, alla lunga, togliere fiducia agli altri e soprattutto a se stessi.
Eppure la soluzione a questo problema è ancora una volta nei significati simbolici dei Tarocchi scelti: essere moderati in ogni cosa eviterà gli eccessi di modestia come quelli di giudizio. In altre parole, per una buona vita, è necessario essere moderati dalla Temperanza anche nell’essere moderati (mi si scusi il bisticcio linguistico).
Come ammoniscono le iscrizioni egizie, una piuma (delle ali degli Arcangeli) sarà utilizzata per pesare il nostro cuore, che è quindi invitato ad essere leggero in ogni cosa. Non si appesantisca mai il cuore con passioni eccessive, né con rancori o cattivi pensieri. Non si esprimano giudizi inutili che andranno a costruire impalcature all’interno del cuore. Non si avveleni il sangue con la mente, ma si persegua la pace del cuore e nel cuore.
Si viva leggeri come le piume delle ali degli angeli, e si morirà leggeri. Perché Gabriele può annunciare un duro e severo Giudizio, ma anche una buona novella.
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