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 I Tarocchi dello Scorpione

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rachelecartomante

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MessaggioTitolo: I Tarocchi dello Scorpione   I Tarocchi dello Scorpione Icon_minitimeSab Nov 09, 2013 10:01 pm


Lo Scorpione è un segno difficile da definire e, anche per questo motivo, spesso interpretato erroneamente nei suoi simboli: per la sua natura, profonda e complessa, capita spesso che sia rappresentato in modo superficiale, con gli stereotipi più comuni in evidenza.
Per quanto riguarda gli Arcani Maggiori correlati a questo segno, ci viene in aiuto per fortuna lo schema oggettivo dei quattro Elementi dei Tarocchi Aurei. In tale diagramma tarologico-astrologico la posizione dello Scorpione è occupata a buon diritto dal Carro, fra la Papessa-Cancro e l’Appeso-Pesci, nella colonna dei segni d’Acqua.
Confesso di aver avuto una iniziale perplessità per tale attribuzione, ma poi una lunga esperienza meditativa ha sciolto ogni dubbio.
L’antico emblema funebre

Numericamente il Carro è il VII Arcano e si situa esattamente fra l’Innamorato-Sagittario (VI) e la Giustizia-Bilancia (VIII); anche se l’ordine zodiacale è invertito, la sequenza è corretta in questa breve serie di Tarocchi.
Dal punto di vista simbolico, il Carro è da sempre un emblema della morte. Ne fanno fede per esempio le tradizioni celtica e nordica del carro funebre dei guerrieri. E questo fatto richiama anche la primaria funzione bellica del carro: micidiale arma d’attacco contro i ranghi delle fanterie schierate sui campi di battaglia dell’antichità, sostituita di recente dai moderni carri armati. Le tematiche dello Scorpione e dei suoi pianeti, anche in funzione della natura fortemente criptica di tale segno, non si mostrano subito all’osservatore del Tarocco, ma sono evidenti solo con una lettura più attenta ed approfondita.
L’azione nella Materia

Il Carro è una carta che esprime grande attività ed azione finalizzate al conseguimento di vantaggi, di onori, di vittorie, di conquiste. Inoltre, come è stato detto, essa mostra un carro da guerra ed un guerriero che lo guida, o piuttosto un carro condotto in una parata trionfale dopo una vittoria in battaglia. Tutte queste osservazioni portano, nel loro complesso, a pensare ad analogie astrologiche con singoli elementi della terna planetaria Plutone-Mercurio-Marte, che a sua volta conduce allo Scorpione ed a condivisi schemi di domicili ed esaltazioni.
Le ricchezze di Plutone

Seguendo ancora lo schema del diagramma dei Tarocchi Aurei, ho preferito attribuire allo Scorpione, come secondo tarocco, il Re di Denari invece del Diavolo, classicamente vicino alle tematiche archetipiche (ma soprattutto stereotipiche) dell’ottavo segno dello Zodiaco.
Questo per diversi motivi. Innanzi tutto il Re di Denari è un’icona estremamente valida per rappresentare Plutone, dio degli inferi e dell’oltretomba, ma anche delle immense ricchezze che, nell’immaginario collettivo, giacciono sepolte sotto terra e quindi sono nascoste e governate da tale divinità.
Le pietre preziose e soprattutto l’oro, al di là della riconosciuta natura simbolica solare, si trovano scavando nelle viscere della terra, in oscuri cunicoli e buie miniere. Financo il petrolio, detto “oro nero” è oggi un manifesto emblema di ricchezza plutoniana. Il petrolio ha una origine organica e fossile: derivando da materia una volta vivente trasformata in centinaia di milioni di anni in particolari strati del sottosuolo. Un’alchimia scorpionica ha trasformato in ricchezza ciò che normalmente è soggetto alla degradazione biologica che segue la morte, ed una sostanza oleosa e plutonianamente nera emerge da sempre più profondi pozzi che sembrano affondare nel buio dell’Ade.
Dalla morte la vita, dalla metamorfosi la ricchezza.
Al contrario del Toro che lo fronteggia dialetticamente, lo Scorpione non ritiene opportuno dominare il territorio visibile per ottenere ricchezza e (soprattutto) potere; anzi, è proprio nell’invisibile che esso cerca strumenti, forze ed emblemi utili alla sua realizzazione materiale.
Se il Toro sostiene con la vista il quotidiano scontro con l’ambiente in cui desidera emergere, lo Scorpione cercherà più sottili e profondi sensi che la superano e la possono addirittura rendere obsoleta. Percepire ciò che è invisibile e nascosto, indagare il mistero, scoprire l’oro alchemico nelle oscure miniere, nei contorti meandri delle gallerie buie sembra più confacente all’ottavo segno zodiacale.
Non si dimentichi però che la natura plutoniana del Re di Denari può anche ricordare, in contesti negativi, l’arricchimento o il potere ottenuti con metodi poco cristallini. Così come il petrolio-ricchezza deriva dalla trasformazione di materia organica in decomposizione chimica, ben altri arricchimenti possono purtroppo derivare per esempio dal traffico illecito (e quindi plutonianamente nascosto) di rifiuti ovvero di altrettanto plutoniani rifiuti tossici. Da qui l’ammonimento a seguire sempre Sentieri di Luce anche e soprattutto dove essa non appare, e non lasciarsi sedurre dal potere e dalla ricchezza, che difficilmente rinunceranno alla tentazione di cercare di dominare l’uomo, come ci ricorda bene il Tarocco del Diavolo.
Marte, Mercurio e Plutone scorpionici

Riconosciamo quindi nella carta del Carro-Scorpione un attivissimo Mercurio Psicopompo, accompagnatore di anime in viaggio verticale, ed un altrettanto attivo Marte guerriero e trionfatore, mentre Plutone, inteso come emblema di ricchezza, sarà ben rappresentato dal Re di Denari.
Verità nascoste

Anche in una chiave di lettura più spirituale si potranno trovare nei due Tarocchi consigli ed ammonimenti a cercare attivamente nel profondo di noi stessi la vera e nascosta essenza della vita ed il mistero della morte, autentiche ed eterne “ricchezze” dell’uomo, non effimere illusioni materiali come il breve trionfo sul Carro o la moneta che il Re di Denari sembra tenere in mano con una certa indifferenza, mentre ha rinunciato alla corona (simbolo di regalità e di possesso) in cambio di un cappello da signore benestante. Egli sembra aver rinunciato anche all’azione (simboleggiata dal Carro) in cambio di una tranquilla ed agiata esistenza, al trono in cambio di un comodo seggio, al palazzo, in cambio di un ambiente naturale, alle armi ed all’armatura in cambio di vestiti eleganti, allo sfrenato sfruttamento delle risorse umane e planetarie in cambio di un vero benessere e di una saggia esistenza.
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