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 Ancora sugli angeli

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MessaggioTitolo: Ancora sugli angeli   Ancora sugli angeli Icon_minitimeSab Giu 30, 2012 6:19 am


Secondo la tradizione cristiana, di origine medioevale, gli angeli sono organizzati in differenti ordini, detti Cori Angelici.

La classificazione più influente fu discussa da Pseudo-Dionigi nel quarto o quinto secolo, nel libro De Caelesti hyerarchia.
In questo suo lavoro, l'autore aveva indicato alcuni passaggi del Nuovo Testamento, nello specifico gli Efesini 6,12 e i Colossesi 1,16, sulla cui base costruire uno schema di tre Gerarchie, Sfere o Triadi di angeli, nella quale ogni Gerarchia contiene tre Ordini o Cori.


In decrescente ordine di potenza questi sono:

Prima Gerarchia: Serafini, Cherubini, Troni o Ophanim

Seconda Gerarchia: Dominazioni, Virtù, Potestà

Terza Gerarchia: Principati, Arcangeli, Angeli


Durante il Medioevo, molti altri schemi furono proposti, alcuni illustrando o espandendo quello di Pseudo-Dionisio, altri suggerendo classificazioni completamente differenti.
Eccone un esempio:

Prima Gerarchia: Serafini, Cherubini, Arcangeli

Seconda Gerarchia: Dominazioni, Virtù, Principati, Autorità, Potestà, Troni

Terza Gerarchia: Angeli


In molte tradizioni religiose, un angelo è un essere spirituale che assiste e serve Dio (o gli dei)

Il termine ha origine dal latino angelus, a sua volta derivato dal greco ἄγγελος, ánghelos, che significa inviato, messaggero

In inglese angelo è usato anche per אביר, abbir (lett. "potente" nel Salmo 78,25), per אלהים, Elohim (lett. "Divinità" nel Salmo 8,5), e per l'oscuro אלהים, shin'an nel Salmo 68,17

La parola ebraica più simile ad angelo è מלאך, mal'ach, che ha il medesimo significato

Le raffigurazioni degli angeli di età più remota risalgono alla antica civiltà degli Ittiti


Nel Cattolicesimo

Nel Cattolicesimo gli angeli sono creature di Dio spirituali, incorporee ma personali (dotate di intelligenza e volontà propria) e, tra gli esseri visibili, sono quelli con il più alto grado di perfezione.

La loro esistenza è una verità di fede confermata dalla Sacra scrittura e dalla tradizione cattolica.
Secondo una definizione di sant'Agostino il termine angelo non definisce l'essere della creatura bensì l'ufficio o il compito assegnato da Dio.
Sono realtà spirituali alle dirette dipendenze di Dio.

Nella Chiesa cattolica gli angeli assumono una dimensione fortemente cristologica.
Essi annunciano Cristo, lo servono, ne sono messaggeri, sono creati fin dalla loro origine in funzione del suo regno e del suo disegno di salvezza e di vita.

Gli angeli hanno anche la funzione di assistere e proteggere la Chiesa e la vita umana, per questo vengono invocati nelle celebrazioni e nelle preghiere dei credenti.
Sono segno della provvidenza di Dio e circondano con la loro protezione ed intercessione tutta la vita umana del fedele.
Secondo le parole di Gesù, ognuno ha un proprio angelo custode e quelli dei bambini e dei semplici contemplano continuamente il volto di Dio.

Nella Bibbia, libro di Tobia, si legge che gli arcangeli sono coloro che siedono alla presenza di Dio, ne contemplano la gloria e lo lodano incessantemente.


La Chiesa cattolica privilegia tre arcangeli:

Michele, etimologicamente "Chi è come Dio?", è a capo delle schiere celesti.
È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso.
Nel libro biblico di Daniele (12, 1) viene indicato come particolare protettore del popolo di Israele.

Gabriele, "Forza di Dio", si suppone lottò con Giacobbe (lotta con Dio, Genesi cap.32), rompendogli il femore, e gli diede il nome di Israele.
Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione)

Raffaele, "Guarigione di Dio", è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobia nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobia.
È spesso identificato come l'angelo custode per eccellenza.

La concezione delle gerarchie angeliche si fa risalire alla sistematizzazione che lo pseudo-Dionigi Areopagita diede nella sua opera "De coelesti hierarchia" dell'angelologia biblica propria dei padri della chiesa che suddivide gli angeli in nove "cori" detti cori angelici: Angeli; Arcangeli; Archai o Principati; Potestà; Virtù; Dominazioni; Troni; Cherubini; Serafini.

Sono 3 serie di schiere angeliche composte ciascuna da tre tipologie di Angeli i quali avrebbero funzioni, regole e compiti precisi.
Vi è poi un angelo che ha il compito di distruggere questo mondo, l'Angelo dell'Apocalisse, chiamato anche Nemesis: ha un'ala nera e una bianca e nella sinistra tiene una spada senza lama che ha in sé il potere del bene e del male.
Pare che la teoria dello pseudo-Dionigi derivi da una concezione greca


Nelle zoroastrismo

Nello Zoroastrismo vi sono differenti esseri simili agli angeli.
Ad esempio, ogni persona ha un angelo custode, chiamato Fravashi.
Essi assistono gli esseri umani e le altre creature, oltre a manifestare la potenza divina.
Anche gli Amesha Spenta sono spesso ricordati come angeli (sebbene non siano latori di messaggi agli uomini), anche se essi sono piuttosto emanazioni di Ahura Mazda ("Signore Sapiente", Dio).
Essi compaiono in modo astratto nel pensiero religioso di Zarathustra e più tardi (durante il periodo achemenide dello Zoroastrismo) si personalizzano e sono associati a un aspetto della creazione divina (fuoco, piante, acqua, magia, e altro)


Nell'Ebraismo

« Chi compie una Mitzvà acquisisce un angelo, chi ne compie due acquisisce due angeli, chi compie più Mitzvot acquisisce mezza schiera di angeli »


Il nome biblico per "angelo", מלאך ("malak"), acquista il significato di "angelo" solo in connessione col nome di Dio, ad esempio "angelo del Signore", o "angelo di Dio" (Zaccaria 12:Cool.
Altre espressioni sono "figli di Dio", (Genesi 6:4; Giobbe 1:6; Salmi 89:6) e "Suoi santi" (Zaccaria 14:5).
Il termine italiano che traduce la parola ebraica E-lohim è anche dei, concetto che esprime il ruolo di essi come principi celesti.
Secondo le interpretazioni dell'Ebraismo, il plurale 'E-lohim (pluralis maiestatis usato talora per indicare senz'altro l'unico vero Dio) viene impiegato talvolta in riferimento agli angeli, chiamati bnēi 'E-lohim o bnēi Elim, anche se in altre occasioni tali espressioni sono usate per riferirsi ai Giudici.
Molte notizie sugli angeli si trovano nell'insegnamento dei rabbini secondo la tradizione ebraica.

Vi è una discussione Halakhica che presenta due opinioni sul giorno della creazione degli angeli, se essa sia avvenuta nel secondo o nel quinto giorno della Creazione: i Maestri ebrei affermano come vera la seconda opinione.

L'Universo, secondo gli Ebrei, è abitato da due categorie di esseri: gli angeli e gli esseri umani.
Una corte celeste, con Dio Re e un esercito di ministri attorno a Lui, si trova descritta nella Bibbia e gli angeli vengono citati quali servi dell'Altissimo: esistono ordini, classi e schiere a capo delle quali viene distinto un angelo principale.
Gli angeli non possono ribellarsi alla volontà divina in quanto direttamente legati ad essa e perché mancanti del libero arbitrio.

Ognuna delle 70 Nazioni esistenti e descritte nel Tanakh possiede un Principe angelico stretto ad essa tranne il popolo d'Israele direttamente sotto il Governo divino.

Il motivo fondamentale dell'angelologia rabbinica non è quello di trovare intermediari tra Dio e il mondo, poiché non vi è bisogno di tali intermediari; essi sono infatti compresi nell'Unità divina inoltre i Maestri insegnano che è proibito rivolgersi in preghiera agli angeli.
Il vero scopo di essa era la glorificazione di Dio.
Quindi il compito primario degli angeli, per gli ebrei, è quello di onorare Dio, ma anche di portare messaggi agli uomini dotati del grado della Profezia, di apportare benedizioni secondo il volere divino o compiere missioni sul piano della Natura; non svolgono, quindi, una funzione di intercessione per gli uomini, ma di presentazione agli uomini della volontà di Dio.


Molti angeli possono essere creati o essere cancellati

Un angelo non può compiere più di una missione nello stesso momento e uno stesso angelo può essere addetto a più missioni e questo benché vi siano caratteristiche precise per ciascuno di essi; vi sono poi angeli distruttori, angeli misericordiosi ed angeli della giustizia: spesso i primi vengono associati alla Giustizia divina.
Spesso l'anima di alcuni uomini, se degni, può essere superiore a quella degli angeli: gli angeli definirono Mosè Moshè Rabbèinu, espressione ebraica tradotta in Moshè Nostro Maestro.

Molti sono i casi di visione degli stessi ad occhio nudo: l'esegesi ebraica afferma che la cecità del terzo patriarca del popolo d'Israele Yaakov era dovuta all'intensità della luce degli angeli spesso descritti come composti di acqua e fuoco celesti usando per la sostanza celeste degli angeli anche la metafora di tizzoni ardenti e di fulgori e bagliori.
Esistono due livelli di visione degli angeli: il primo e più alto riguarda la visione di essi nella forma assunta di uomini, il secondo permette di intravederne unicamente la luce celeste.
Ad esempio di ciò sono Avraham, del primo livello, e Lot che poteva intravederne le fattezze celesti più semplici.

Esistono poi dei veri e propri palazzi superiori o degli abissi dove sostano alcuni angeli ad essi preposti; esistono poi gli Heikaloth, palazzi celesti il cui accesso è permesso al mistico ebreo solo quando egli sappia fornire le chiavi dei Nomi divini analoghe ad essi.

Accanto ad ogni persona stanno due angeli, uno appartenente all'ordine degli angeli della Giustizia divina, o del rigore, e l'altro dalla parte della Misericordia


Nell'Islam

Nel Corano, il libro sacro per la religione musulmana, la riflessione attorno gli angeli si concentra spesso su due aspetti fondamentali: la loro natura e il loro ruolo nei rapporti con gli uomini.

Per l'Islamismo l'esistenza degli angeli è un atto di fede; nel Corano si distinguono tre specie di esseri celesti con funzioni e caratteristiche diverse.
Ci sono gli angeli, i jinn (sorta di geni) e i diavoli ( shayāṭīn ).
I primi hanno natura di luce, mentre jinn e demoni hanno sostanza di fuoco.
Si differenziano inoltre per l'atteggiamento nei confronti dell'uomo.
Gli angeli del Corano non differiscono da quelli dell'Ebraismo e del Cristianesimo, mentre i jinn hanno una funzione ambigua, dividendosi in un gruppo (maggioritario) più o meno nettamente ostile all'uomo e in un gruppo (minoritario) a lui benevolo, capace di proteggere luoghi e persone.

Tra questi ultimi si ricordano i qarīn, due esseri invisibili - uno miscredente e uno credente - che agiscono da "spiriti custodi" (Muhammad si dice avesse convertito il suo che era miscredente, rendendolo anch'esso spirito positivo).
Caratteristica infatti dei jinn è di poter essere musulmani (e quindi benevoli) o non musulmani (e quindi ostili all'uomo).

Due angeli particolari, Munkar e Nakir, sono preposti ad un "interrogatorio" dei defunti, una volta deposti nella tomba.
Le domande essenziali riguardano l'appartenenza o meno all'Islam ("chi è il tuo Dio?", "chi è il tuo Profeta?").
E nel caso che le risposte condannino il defunto, Munkar e Nakir lo percuotono violentemente cominciando a somministrargli un anticipo della punizione che verrà dopo il giorno del Giudizio.

Gli angeli hanno soprattutto il compito di servire Allāh, condurre gli uomini a Dio, portando la fede in terra, indicando le vie da seguire per ottenere il premio finale.
La missione degli angeli, però, è sempre determinata dal volere di Dio, anche se gli angeli, come nel Cristianesimo, svolgono una funzione di "intercessione" presso Dio per gli uomini.


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